L’endorsement di scambio
Un carneade della nostra scena politica se ne è uscito, a sorpresa, sostenendo che il candidato sindaco del centro sinistra e, possibilmente il futuro sindaco di Genova, non poteva essere altri che Marco Doria, come successore di se stesso nel 2017, quasi, come se in virtù della progenie nobile del nostro marchesino, non si trattasse tanto di un’elezione democratica, quanto, appunto di un esclusivo diritto dinastico.
E ovviamente la proposta di tal Antonello Barbieri, che si fregia del titolo di coordinatore provinciale del Centro democratico, partito che, Guido Tabacci ex democristiano e esponente di Forza Italia, ha fondato dopo aver percorso, da destra a sinistra, tutti gli altri gruppi della politica italiana, ha destato scalpore.
Intanto per i tempi largamente anticipati e secondariamente perché arriva appena qualche giorno dopo il congresso regionale in cui le varie anime del Pd genovese sembravano aver firmato una tregua. Così la questione torna prepotentemente sul piatto, proprio mentre il segretario provinciale Alessandro Terrile si apprestava a consultare la base in cerca dei punti su cui elaborare il programma.
Argomenta Barbieri, prendendo la questione da lontano “Ormai è palese la divisione all’interno del Pd genovese tra chi, come Simone Regazzoni, è ormai più renziano di Renzi e continua a sostenere l’autosufficienza del suo partito nonostante la sconfitta alle regionali e il risultato negativo delle ultime amministrative, convinto che basti sostituire la vecchia classe dirigente del Pd con lui e gli altri ‘nuovi’ per vincere magicamente, e chi come il segretario provinciale Alessandro Terrile pensa che si debba tornare a parlare ai cittadini, realizzando una coalizione di centrosinistra che faccia perno sul Pd ma sappia conquistare consensi anche oltre il suo perimetro”. Per poi procedere all’endorsement vero e proprio ” La posizione di Terrile coincide con la nostra – conclude – Oggi il Pd non ha più il vento in poppa delle Europee e spiace che Regazzoni non se ne sia ancora accorto. I suoi tentativi continui di dividere anziché unire, accompagnati dagli infiniti attacchi al sindaco Doria, probabilmente perché Regazzoni ha più a cuore il suo futuro politico personale che quello della città, sono masochistici. Le divisioni all’interno del Pd sono talmente profonde che forse è proprio Doria l’unico che può tenere insieme le varie anime del partito alle prossime comunali. Ma per vincerle non basterebbe neppure un Pd unito. Serve una coalizione mi auguro che si possa lavorare insieme per costruirla”. Del resto Barbieri non è’ nuovo a questi episodi da bodyguard di Doria, vi si era dedicato già in occasione di alcune critiche rivolte al sindaco dal capogruppo del Pd a Tursi Simone Farello e pochi giorni prima della votazione del bilancio.
E Simone Regazzoni, il docente di filosofia che nelle settimane precedenti ha cercato di avviare un rinnovamento generazionale fra le fila del Pd genovese,ingessato in vecchie logiche gestionali, tirato per la giacchetta ha reagito immediatamente con una nota di commento al comunicato di Barbieri postata oggi sulla sua pagina facebook” Chi come Barbieri, coordinatore provinciale di Centro democratico, (o chi per lui), pensa che Doria possa essere il leader di una coalizione vincente a Genova è pronto per il pensionamento politico. L’ipotesi Doria non è sul tavolo”.
Eppero’ e’ legittimo chiedersi quale sia la logica di questa mossa, visto che nemmeno il Pd, invischiato nelle secche del pre referendum, al momento si è arrischiato a fare una scelta precisa. Cercando di aver mano libera in attesa di un risultato che potrebbe voler dire rafforzamento, in caso di vittoria del sì, o al contrario, un indebolimento che lo costringerebbe a cercare di mettere insieme in vista delle amministrative i cocci della sinistra interna e non.
E c’è da credere allora che si sia trattato proprio di una mossa strategica del nostro nobile sindaco, una sorta di endorsement autoindotto. Anche perché Guido Tabacci e’ un personale estimatore del nostro primo cittadino. E, a livello locale, Antonello Barbieri, dopo 31 anni di militanza fra il Pci e il Pd nel 2011 si ritrova responsabile dell’Idv per la Valle Scrivia, tanto che in loco – e’ stato per anni consigliere comunale a Busalla – viene decritto così “viene dal Pci e’ iscritto all’ Idv ma si muove come un consumato democristiano”.
Ed ecco perciò che il “consumato democristiano” si presta a restituire il favore che Doria ha fatto a Stefano Anzalone, anche lui un ex Idv, a cui è stata data una delega speciale, all’indomani del voto favorevole al bilancio, nella seduta in cui Doria, dato quasi per spacciato, riuscì a risorgere come l’Araba Fenice rinata dalle sue ceneri e, con una capriola da vecchio saltimbanco della politica, a rimanere in sella. Ma i buoni rapporti passano anche attraverso l’associazione Liguri per la Fusione di cui Barbieri e’ rappresentante del coordinamento, sostenuta vedi caso da Stefano Anzalone e dall’ex candidato sindaco Enrico Musso. Proprio una ventina di giorni fa Barbieri aveva consegnato a Doria, in qualità di presidente dell’Anci un documento per la fusione dei comuni della provincia, così come previsto dalla legge Del Rio.
Una sorta di endorsement di scambio, tu mi fai un favore a me e io ne faccio uno a te, un pasticcio a cui la pratica politica nel nostro paese ci ha da tempo abituati. Strano che a servirsi di simili mezzucci sia proprio quel sussiegoso Doria che si era proclamato, più che dimostrarsi, refrattario a simili comportamenti da bassa cucina. Eppero’ e’ possibile che di fronte alle nuove incertezze del Pd nei suoi confronti, che sembrerebbe deciso ad ascoltare i mugugni provenienti da tutti i quartieri in rapporto al suo operato, e dargli, prima o poi, il ben servito, Doria abbia cercato una contromossa. Per mettere i responsabili del Pd con le spalle al muro e assicurarsi il risultato con buon anticipo. Contromossa che, comunque, dimostra un punto debole. Il Pd ha più volte sottolineato di voler ripartire dai contenuti e quindi da un bilancio della amministrazione della città nell’ultima legislatura. Valutazione che non potrà gioco forza essere positiva. Proprio per questo il documento di Barbieri di bilanci nemmeno ne parla. Parte dalla valutazione delle possibili alleanze, metodo che nell’ultimo congresso era stato messo da parte.
E la mossa di Barbieri, che pare non abbia ricevuto alcun placet, ne’ da Terrile ne’ dal consigliere regionale Giovanni Lunardon, esponenti delle giovani generazioni con forti simpatie per le vecchie caste che manovrano nell’ombra, sembra più un tentativo da ultima spiaggia che basato su qualche machiavellica strategia politica. Come se Doria, impantanato, si dimenasse nel tentativo di tirarsi fuori dalle sabbie mobili. Con poca noblesse…per un esponente di una nobile casata.
Il Max Turbatore


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